Teatro e tecnologie immersive: online il video dello Spoke 2
I progetti del PNRR CHANGES dedicati al patrimonio culturale immateriale
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- 19 Maggio 2025
È disponibile sul canale YouTube di Fondazione CHANGES un video che esplora alcuni dei progetti di ricerca in corso nello Spoke 2, con un focus sul teatro: dalla mappatura degli archivi dello spettacolo alle nostre esperienze immersive. Riportiamo qui le voci dei protagonisti del video per scoprire come le nuove tecnologie e le attività del PNRR CHANGES stiano trasformando il nostro modo di vivere e interagire con il teatro, lo spettacolo dal vivo, la musica, la danza e il cinema.
Censire e valorizzare gli archivi teatrali
“Lo Spoke 2 è coordinato dall’Università degli Studi di Milano, in stretta sinergia con l’Università di Torino, e si occupa di mettere a disposizione e di applicare le nuove tecnologie al patrimonio culturale immateriale – racconta Alberto Bentoglio, Università degli Studi di Milano, P.I. dello Spoke 2 –. Si tratta di lavorare principalmente sul teatro, sullo spettacolo dal vivo, quindi sulla musica, sulla danza e sul cinematografo, non dimenticando, ovviamente, le applicazioni che possono essere destinate al design e all’arte contemporanea”.
Ilaria Lepore, Sapienza Università di Roma, ha illustrato nel dettaglio il suo lavoro in collaborazione con diversi enti: “Faccio parte di una delle cinque unità di ricerca di MITAP, che è un progetto di mappatura degli archivi del teatro e delle arti dello spettacolo. Le unità di ricerca coinvolte in questo progetto sono afferenti a diversi istituti di ricerca universitari: Sapienza, la Statale di Milano, in collaborazione con Confcooperative e Coopculture. Le unità di ricerca si occupano di diversi aspetti tematici sulla questione degli archivi: censimenti, mappature, ma anche progetti di digitalizzazione di fondi specifici. Lo scopo del progetto è la creazione di una piattaforma digitale, quindi un sito internet accessibile a più livelli. C’è un primo livello di accessibilità che è quello di una ricerca base, appunto, sugli archivi del teatro e delle arti dello spettacolo in Italia. L’altro livello, immersivo, partecipativo, è dedicato alla creazione di un ambiente virtuale 3D, in cui l’utente può accedere a dei contenuti multimediali come interviste, navigare nello spazio, esplorarlo e avere così la possibilità di entrare in una sorta di archivio abitato”.
Teatro di prosa e marionette in VR
“Il progetto Immersinscena si presenta come una metodologia integrata di valorizzazione degli archivi teatrali attraverso le tecnologie web3 – spiega Vincenzo Pernice, Università degli Studi di Milano –. Gli archivi teatrali italiani hanno un disperato bisogno di valorizzazione. Da qui la nostra idea di portare l’archivio fuori dall’archivio. Come? Attraverso le tecnologie immersive, quali realtà aumentata, realtà virtuale, intelligenza artificiale. Una prima applicazione del progetto Immersinscena consiste nel caso pilota dell’Archivio di marionette di Gianni e Cosetta Colla, che abbiamo valorizzato attraverso una serie di prodotti comprensivi di tecnologie web3. Sono in arrivo, o abbiamo già pubblicato, storytelling con modelli 3D di marionette, un’app per diventare marionettisti, ebook comprensivi di realtà aumentata. Presto tutto questo sbarcherà in un unico grande metaverso teatrale”.
Infine Andrea Scanziani, Università degli Studi di Milano, spiega: “Il progetto di cui mi occupo si intitola Julie in VR. È nato con il sottotitolo Una poltrona nel metaverso ed è il tentativo di portare la forma della performance tipica del teatro d’opera, lirico, di prosa all’interno della realtà virtuale, quindi utilizzare i visori e le tecnologie digitali immersive per far vivere allo spettatore una forma di performance considerabile come tradizionale. Per fare ciò, ci siamo avvalsi sia delle tecnologie digitali, quindi telecamere 360° e microfoni binaurali, sia delle competenze degli esperti del teatro e della performance più tradizionali, quelle dal vivo. A questo scopo ci siamo, appunto, impegnati per portare una nuova forma di fruizione teatrale nell’immersività digitale”.