Lina Sastri in posa. Un ritratto degli anni Ottanta
- FOCUS
- 30 Luglio 2025
Alla fine degli anni Ottanta mi recai a Roma per ritrarre una grandissima attrice e cantante: Lina Sastri. Non so se lei canti o reciti meglio: io la trovo sublime in ogni sua interpretazione.
Come donna è di una bellezza struggente tutta napoletana. Capelli e occhi scuri, dai quali si percepisce un vissuto intenso, e un volto quasi sempre serio che nasconde, però, una tenerezza forse volutamente celata.
Lina aveva una casa essenziale, spartana e funzionale, con pochi spazi dedicati ai fronzoli e alle decorazioni. Quando entrai accennò appena un sorriso che fu subito interrotto da un’espressione pensierosa e un po’ distaccata. “Posso offrirti qualcosa?”. Io ero un po’ intimorito e un po’ affascinato, sicuramente non mi sentivo a mio agio, né Lina mi aiutava a esserlo. Sentivo come se ci fosse stata una barriera invisibile tra me e lei.
Solitamente gioco molto con il personaggio prima degli scatti, per creare un’atmosfera rilassata, ottenendo “verità” dal volto ritratto, quindi quella era una situazione per me sicuramente più difficile e anomala. Nonostante questo, dovevo comunque andare avanti. Ci mettemmo subito al lavoro. Osvaldo, il mio assistente, montò lo stativo con una luce sola senza diffusore per ottenere un’ombra netta e io trovai la parete che facesse da sfondo.
La mia idea, infatti, era quella di creare un’ombra che quasi diventasse la protagonista dell’immagine, come per rappresentare l’altra “faccia”, quella teatrale di Lina, una delle tante che lei magistralmente indossa sul palcoscenico. Lina non capì bene quello che volevo fare, probabilmente mi spiegai male e così nacque una discussione che durò un po’ di tempo. Allora intuii che non dovevo contraddirla ma utilizzare una tecnica Aikidō: sfruttare la forza dell’avversario a mio vantaggio flettendomi.
Con molta pazienza e dolcezza le rispiegai la mia idea e ammettendo il mio imbarazzo le dissi: “Lina, scusami, ma quando sono al cospetto di una bella donna non riesco a esprimermi”. Lei capì il mio gioco, il ghiaccio si frantumò e il suo volto si illuminò proprio con uno splendido sorriso.
La incontrai dopo qualche mese al Gran Caffè La Caffetteria in piazza dei Martiri. Lei mi salutò, era radiosa e allegra. Sedemmo a un tavolino e prendendo un caffè facemmo quattro chiacchiere. Era un’altra persona e io, in quel momento, scoprii il suo grande segreto… l’aria di Napoli alimentava l’energia della sua bellezza.
Conosciuto a livello internazionale, ha ritratto molte celebrità ed esposto in gallerie italiane ed estere. Le sue fotografie compaiono in collezioni pubbliche e private come quelle della International Polaroid Collection (USA), della Biblioteca Nazionale di Parigi, dell'Archivio Fotografico Comunale di Roma, della Galleria Nazionale delle Arti Estetiche della Cina (Pechino), del Museo de la Photographie di Charleroi (Belgio).