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Un racconto istantaneo: le immagini teatrali su Instagram

Il profilo Instagram di Shakespeare's Globe, Londra. Fonte @the_globe

Potrebbe sembrare paradossale il fatto che un’immagine possa restituire effimerità ad un’esperienza, piuttosto che riprodurla e fissarla nel tempo. Tuttavia la piattaforma di fruizione delle immagini e lo scopo d’uso rivoluzionano le proprietà di un’immagine teatrale, che vede depotenziate alcune specificità, per essere riadattata agli obiettivi e al mezzo nel quale viene utilizzata. In questo approfondimento si descrive questo processo prendendo ad esempio il profilo Instagram del Globe Theatre.

Instagram tra promozione ed engagement: il caso del Globe

La pagina Instagram del Globe utilizza diversi materiali che rimandano a due mondi più ampi: uno è quello shakespeariano e l’altro è quello del teatro. In entrambi i casi sono due gli scopi dell’utilizzo delle immagini: uno è quello di promuovere gli spettacoli e l’altro di coinvolgere gli utenti attraverso il racconto del dietro le quinte delle produzioni teatrali. Ogni immagine è accompagnata da una caption che nella maggioranza dei casi è divisa in due parti. Nella prima viene ripresa una battuta del testo della rappresentazione in programma, mentre nella seconda parte si stimola direttamente un’interazione con l’utente con la richiesta di un commento, di una reazione o di una partecipazione a qualche competizione. Nel caso di post promozionali possono essere presenti i link alle recensioni contenute in diversi giornali che consentono un allargamento della prospettiva e una percezione di autorevolezza.

 

 
 
 
 
 
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Da queste prime osservazioni si può notare che le fotografie di scena utilizzate sulla piattaforma di Instagram perdono la loro funzione puramente documentale per diversi motivi. In primo luogo le immagini scelte rispecchiano una scelta temporanea, relativa e funzionale alla promozione degli spettacoli che sono nella programmazione in un periodo di tempo limitato. In secondo luogo le immagini sono inserite in un racconto eterogeneo e irregolare nei modi e nei tempi. Questo vuol dire che una sequenza di fotografie fa parte di un preciso discorso composto sia da altri materiali multimediali come reel oppure da altri post con argomenti diversi come interviste ad un attore oppure collegamenti ad altre piattaforme.

Ciò significa che le fotografie sono configurate in un discorso più ampio rispetto ad un racconto fotografico di una performance e partecipano ad una maggiore frammentazione in termini di contenuti e di forme testuali e visuali.

 

 
 
 
 
 
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“A sense of togetherness”

Instagram è un social media e le immagini o i contenuti che vengono scelti devono rispondere al requisito principale di essere coinvolgenti. Questo implica che le fotografie selezionate devono avere un contenuto estetico alto, devono creare una comunità nella quale l’interlocutore si può riconoscere e offrire qualcosa che l’utente non trova su altre piattaforme o sul sito istituzionale del teatro.

Quando questa connessione funziona viene valorizzata ed esplicitata con un post dedicato. Per esempio il commento di un follower che recita: “‘You’re just a theatre’ so close!! I actually bring people of all ages together, make everyone feel alive again and encourage hundreds of strangers to feel a sense of togetherness”, è riportato in un video dove è ripreso il teatro vuoto, proprio per far ascoltare la “voce” dello spettatore.

 

 
 
 
 
 
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Un’altra strategia per creare un legame è quella di condividere alcuni video da TikTok dove gli attori stessi si prestano per proporre delle piccole scene non strutturate che non necessariamente hanno a che vedere con il testo shakespeariano. Questi contenuti mostrano gli attori non in virtù della loro professione, ma della somiglianza con un potenziale spettatore o utente. Questa “impersonificazione” facilità un’identificazione e di conseguenza un coinvolgimento.

 

 
 
 
 
 
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Dalla scena al feed

In conclusione si può notare come le semplici immagini scattate durante le prove di uno spettacolo sono fondamentali per strutturare un racconto. Rappresentano, infatti, il punto di partenza per l’elaborazione di contenuti che saranno adattati e contestualizzati a seconda della piattaforma in cui verranno inseriti. Su Instagram le fotografie perdono parte della loro funzione documentale, ma vengono valorizzate come strumento promozionale.

Se in altri luoghi la scelta delle immagini da rendere pubbliche può seguire criteri che privilegiano una certa aderenza allo spettacolo per restituire in qualche modo la scena, nel feed di Instagram le immagini devono dialogare con gli altri contenuti e stimolare il coinvolgimento con l’utente. Per questo motivo il carattere intermediale delle fotografie risulta prezioso per una comunicazione efficace su un social media come Instagram.

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Katia Bianco
Insegnante di italiano in L2 in contesti migratori e supporto alla didattica in varie discipline nella scuola secondaria superiore
Si occupa della valorizzazione e della comunicazione digitale di archivi istituzionali. Appassionata di lingue e di letteratura, ne esplora in maniera autonoma le potenzialità intermediali e transmediali.
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