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Data visualization: dati e rappresentazione grafica al servizio del teatro

Nel contesto teatrale la data visualization si sta lentamente affermando come uno strumento efficace per analizzare le performance degli attori e le abitudini del pubblico. Di seguito esamineremo come la raccolta dei dati e la loro rappresentazione visuale può cambiare la comprensione e fruizione delle performance teatrali offrendo nuova linfa all’esperienza performativa.

Data visualization e sapere umanistico

Che cos’è la data visualization? La visualizzazione dati è una metodologia di raffigurazione grafica che permette all’utente di esplorare liberamente i dati, creando connessioni e formulando conclusioni in autonomia, senza essere condizionato da una narrazione preimpostata, producendo informazioni e conoscenza. Anche se raramente associata all’ambito del sapere umanistico, il ricorso al concetto di dati nel contesto della letteratura, della storia, dell’arte, della linguistica, del cinema e del teatro sta diventando sempre più comune. Le immense quantità di dati che si possono raccogliere in ambito umanistico si distinguono da quelli impiegati nell’ambito scientifico a causa delle modalità con cui vengono generati e raccolti: gli umanisti si basano sulla raccolta di dati derivati dalla documentazione di eventi che coinvolgono gli uomini e la produzione culturale, quali libri, diari, giornali, articoli, mappe, lettere o fotografie.

Esplorare una performance teatrale in veste grafica: Il Punto è Questo

Quando si tratta di drammaturgia, i dati possono essere ricavati a partire dalle parole pronunciate dai personaggi, dalle loro interazioni e dai loro movimenti, dall’utilizzo degli spazi. La loro analisi e raffigurazione permette di individuare schemi e tendenze nel corso della rappresentazione, con il fine ultimo di ottenere una comprensione più approfondita delle dinamiche che determinano la messa in scena.

Un caso interessante è stato realizzato dall’information designer Federica Fragapane, la quale ha unito al suo lavoro la passione per il teatro calandosi nei panni di dramaturg e attrice; ha messo in scena uno spettacolo teatrale intitolato Il Punto è Questo e successivamente lo ha tradotto in forma visuale. La designer ha individuato a partire dal testo drammaturgico e dalla performance i dati da plasmare nella rappresentazione grafica, tra cui il numero e la lunghezza delle parole pronunciate da ciascun personaggio, le interazioni e il susseguirsi degli eventi nel corso della messa in scena.

Visual Model del capitolo I di Il Punto è Questo realizzato da Federica Fragapane

Nella visualizzazione realizzata da Fragapane le tre protagoniste vengono rappresentate graficamente come i vertici di un triangolo, collegate da linee che rappresentano le loro interazioni. Ogni triangolo corrisponde a uno dei 14 capitoli che compongono lo spettacolo e ciascuno di essi a partire dalla forma triangolare assume una veste grafica unica in base ai punti e all’andamento delle linee che raffigurano le parole scambiate dalle protagoniste. In ogni capitolo, cerchi di dimensioni diverse che rappresentano il numero di parole pronunciate da ciascun personaggio permettono di evidenziare il peso relativo dei diversi ruoli nella narrazione complessiva. Infine, i triangoli-capitoli sono organizzati in uno spazio in modo che riflettano la sequenza cronologica degli avvenimenti e l’ordine in cui vengono raccontati.

Fragapane_Il Punto è Questo
Data visualization dei 14 capitoli di Il Punto è Questo realizzata da Federica Fragapane

I dati a teatro: il successo del National Theatre a Londra

L’analisi e la rappresentazione dei dati non solo consentono di comprendere più a fondo lo scheletro delle performance, ma anche di sondare le abitudini del pubblico in ottica di marketing strategico. Un caso emblematico è rappresentato dal National Theatre di Londra che grazie al coinvolgimento nel progetto Arts Data Impact (ADI) ha dimostrato l’efficacia dell’analisi dei dati nell’industria dell’intrattenimento. Il progetto ha visto coinvolti The Audience Agency, tre organizzazioni artistiche (The Barbican, National Theatre, English National Opera), l’Università di Ulster e Magic Lantern Productions con l’obiettivo di raccogliere e utilizzare i dati per favorire un cambiamento organizzativo e migliorare le decisioni strategiche.

I dati raccolti comprendevano una vasta gamma di informazioni, come dettagli relativi alle vendite dei biglietti, che hanno offerto preziose indicazioni sulle preferenze del pubblico, permettendo così al teatro di ottimizzare la programmazione e di lanciare offerte mirate per diverse fasce di spettatori. Allo stesso modo, sono stati impiegati sondaggi e recensioni per individuare debolezze o punti di forza dei servizi offerti dal teatro con il fine di migliorarli dove necessario. Il National Theatre ha sviluppato il tool SONAR (Social Network Audience Response) per analizzare conversazioni sui social media relative al teatro e valutare il coinvolgimento online del pubblico, per individuare argomenti rilevanti e tendenze emergenti, e adattare di conseguenza la strategia di comunicazione e coinvolgimento sui social media. In ultima battuta, sono stati raccolti dati demografici e comportamentali degli spettatori con l’intento di personalizzare le proprie offerte per soddisfare le esigenze specifiche dei diversi segmenti di pubblico.

La data visualization offre interessanti opportunità nel mondo del teatro: grazie ad una analisi approfondita degli aspetti che compongono una performance e ad una migliore comprensione delle esigenze del pubblico può contribuire allo sviluppo di un teatro più incisivo e attento allo spettatore. 

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Elena Radaelli
Dottoranda in Scienze del patrimonio letterario, artistico e ambientale, PNRR CHANGES Spoke 2 WP4

Umanista con interesse per il digitale, si dedica a un progetto di ricerca che esplora le intersezioni tra teatro, data visualization e realtà virtuale.

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